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lunedì, 21 dicembre 2009
Breve sunto in punti degli ultimi 2 giorni circa:
- Prendendo una cosa in lavastoviglie, Bostoniano capisce perché Pigrazia cerchi sempre di tenere i coltelli con la punta verso il basso (cosa che lui detesta perché si rovina la lama). Il palmo della sua mano può confermare che i nuovi coltelli da bistecca sono sicuramente in grado di fare il loro dovere.
- Mentre Pigrazia smadonna a fare le valigie (con poco aiuto se non da Davide, che si occupa ufficialmente di svuotare quanto riempito), Bostoniano va a mettere la macchina in garage. Si rende conto di avere una gomma a terra. Il cambio gomma è un'operazione che richiede dieci minuti, tranne nel caso in cui il folle maniaco armato di pistola pneumatica che ha montato i nuovi pneumatici l'ultima volta abbia approcciato i bulloni con lo stesso piglio risoluto di Bostoniano che monta i cassetti. In quel caso servono 40 minuti e, oltre agli strumenti standard, serve il mazzuolo da muratore per sbloccare 4 delle 5 viti (per la quinta è stato necessario applicare il cric al braccio della chiave).
- Il taxi prenotato prudentemente per le due e un quarto e poi prudentemente spostato all'una e tre quarti si presenta puntualissimo. Per la prima prenotazione, ossia le due e un quarto. Per fortuna, anche due e un quarto era un orario prudente e l'aeroporto era stranamente calmo, per essere il sabato prima di Natale.
- Il volo è "uneventful", come dicono gli anglofoni: parte all'ora prevista, vola come previsto e atterra all'ora prevista. Peccato che a) non funzioni la videoproiezione, b) non funzionino le luci di lettura.
- Il personale di bordo Alitalia - ex-AirOne dimostra tutti i luoghi comuni che mi vado dipingendo da un po'.
- Davide dorme esattamente due ore delle sette del viaggio notturno. Per una delle altre cinque, fa un casino del diavolo col bambino seduto nella fila dietro la nostra. Per le restanti quattro, soprattutto piange.
- All'atterraggio (7.35 antimeridiane ora locale), attendiamo la restituzione dei bagagli per due ore e dieci. Alle proteste di Pigrazia, la risposta è da premio Maschera di Bronzo: "Sa, è l'ora di punta"
- Stravolti dal sonno, i Bostoniani crollano attorno alle dieci di sera. Alle dieci e uno, Pigrazia decide di levarsi un po' di lavoro arretrato per non dover lavorare più prima delle ferie (finirà alle 4). Alle 2, Davide pensa che la sua nanna pomeridiana è durata abbastanza. Complici il lettino non suo, il sacco-nanna a cui non è più abituato e l'assenza di Dado e Giovenno, ci vorrà un'ora e mezza di tentativi vari per convincerlo a riaddormentarsi.
- La famigliola si sveglia. Pigrazia si accorge che non c'è un orologio che funzioni affidabilmente ma ha forti sospetti sul possibile orario. Mentre si discute su come verificarlo, telefona il fratello di Bostoniano. Che conferma che sono le due meno dieci del pomeriggio.
Finirà qui?
sabato, 19 dicembre 2009
Prima di tutto, sparatevi questi quattro minuti di video - un "corto" di fantascienza stile B-movie anni '50 in cui un esercito di robottoni e astronavi attacca Montevideo (Uruguay) e inizia a distruggere cose.
OK, visto? Bene, è il momento della parte migliore della storia. A quanto pare, al tipo che lo ha prodotto (un uruguayano di belle speranze) tutto questo è costato 300 dollari. Traduco dal sito dove ho pescato questa storia (niente di esoterico, le news di Yahoo): "Ho caricato il video su Youtube un giovedì e il lunedì successivo la mia casella di posta era intasata di email provenienti dagli studios di Hollywood". Si è scatenata l'asta, l'ha spuntata Sam Raimi che ha offerto al nostro dilettante allo sbaraglio un contratto da TRENTA MILIONI DI DOLLARI - non so quanti ne intascherà effettivamente lui, ma credo più di trecento. Alla faccia della redditività dell'investimento...
lunedì, 14 dicembre 2009
Non c'è un giornale, una forza politica (una sì, ma non la toccherei neanche con le molle) o un gruppo su Facebook che non riassumano il fatto del giorno in maniera diversa da "condanniamo la violenza, solidarietà a Berlusconi".
Mi spiace, no, no e mille volte no. La violenza la condanno eccome, ma Berlusconi se l'è cercata. Tutta la sua storia politica recente è all'insegna del "io faccio così, se non ti sta bene che fai, mi meni? Eh, mica è democratico. Alternative? Non te ne do, il più forte sono io. Anzi, sai che cosa sei? Sei un coglione, sei geneticamente diverso dalla razza umana, sei un faniguttun" e via così.
Allora, mettiamo i puntini sulle i: lui se l'è cercata e ha colpa al 60%. L'opposizione non si oppone per davvero, fa un chiasso ridicolo e non produttivo e, quando ne ha la possibilità, non fa la legge sul conflitto di interessi, non fa applicare le norme antitrust, non fa applicare le norme (che pare già ci sarebbero) che impedirebbero a una persona con troppi interessi di entrare in politica, dando l'impressione di tutto sommato gradire una magistratura ossequiosa, un'informazione con la mordacchia, una politica impunita e una cittadinanza zitta e muta; per cui ha colpa al 40%.
Beh, signori, non sarò certo io, ma il matto che un cazzotto ve lo tira, di questo passo lo trovate - come avete potuto vedere. E potrete solo ringraziare (o condannare) voi stessi. Se volete evitare il rischio, sapete come fare. Fino a quel momento, la mia solidarietà scordatevela.
Disclaimer: se non si fosse capito, non sto appoggiando il gesto come giusto, né ne sto godendo. Sto solo dicendo che è da illusi non aspettarsi che, a tirare pietre contro un vespaio, prima o poi non esca la vespa che si scoccia e ci viene a pungere. Mi si lasci ribadire il concetto: la maggioranza si ricordi di esserlo a livello relativo e attui il proprio programma ascoltando e tutelando le ragioni dell'opposizione; l'opposizione si ricordi di essere tale, faccia il suo mestiere e, una buona volta, stia a sentire che cosa le dice la base. Tutti creino le premesse per un vero confronto civile e democratico e il confronto sarà democratico. Se la maggioranza ride, insulta e fa il cavolo che vuole e l'opposizione fa finta di opporsi ma in realtà pensa solo a farsi eleggere e a godere della rendita di posizione, le premesse non ci sono e ai pazzi saltano i nervi. Mi pare solo normale.
giovedì, 10 dicembre 2009
A volte, è bello essere genitore. Ad esempio, quando ti guardi questa roba qui con tuo figlio sulle gambe
e lui se la ballicchia tutta per poi dirti, alla fine, "vojo tentire ancORA!"
Dunque, stando a quest'articolo, il Nonanal attrae le zanzare. Posso quindi sentirmi autorizzato a pensare che l'Anal le allontana? Che dire, mi sembra un po' uno di quegli studi che fanno i dottori maschi per tirare acqua al proprio mulino, tipo quello studio che sostiene che la fellatio completa con relativa ingestione di sperma previene il cancro al seno...
mercoledì, 25 novembre 2009
domenica, 22 novembre 2009
Grazie a Davide che ascolta lo Zecchino d'Oro a martello, sorgono in me una serie di interrogativi:
- Ma la Peppina, che prova a fare il caffè col tritolo e salta allegramente per aria, sono mai riusciti a trovarne abbastanza per celebrare un funerale?
- Popoff rotola felicemente sulla pancia fino al fiume Don e salva il sedere. E tutti gli altri cosacchi, persi nella steppa sconfinata a quaranta sotto zero e ormai esausti e in avanzato stato di congelamento, che gli succede? Recuperano le povere salme dopo il disgelo?
- Noè si scorda i due liocorni perché, astuti come aquile, non si fanno vedere. In un libretto che accompagna la canzone, i liocorni in questione sorridono in primo piano seduti su due salvagenti in mezzo al nulla con l'arca che si allontana sullo sfondo. Quanti squali saranno riusciti a sfamare, i due furbacchioni?
- Ma gli autori delle canzoni ci pensavano un momento a quello che scrivevano?
- Davide, hai finito il pezzo di formaggio che stavi mangiando?
- Eeeee... aaaa... Nella vecchia fattoria!
- No, Davide, il formaggio, dov'è?
- Dov'è la luna?
- No davide, il formaggio...
- Ha ragione il leone!
- Vabbè
(Passa una notte. Mattina. Pigrazia sta cambiando Davide. Gli apre il body per cambiare il pannolino. Il formaggio ha pernottato sulla pancia di Davide, sotto il body)
giovedì, 19 novembre 2009
...con i dovuti limiti. Credo nelle privatizzazioni, anche queste con i dovuti limiti. Secondo me, ci sono dei servizi essenziali, di base, che dovrebbero restare fatto pubblico. E mi pare intuitivo che la fornitura idrica sia fra questi.
Quindi, visto che è già partita una raccolta di firme contro il decreto che di fatto impedirà ai comuni di assegnare a enti pubblici la distribuzione dell'acqua, vi invito ad andare qui e aderire. Serve un indirizzo email valido e il vostro nome.
Grazie in anticipo.

E così, su consiglio del mio spacciatore di idee fumettose preferito, ho investito una certa quantità di dollari nel libro che vedete qui sopra. Sono contento di averlo fatto. Che posso dirne, senza raccontarne la trama? Qualcuno lo ha definito "un perfetto matrimonio di testi e grafica", e potrei liquidarlo così.
Nonostante quanto sopra, però, il libro è stato realizzato a fumetti solo perché questo è il primo mezzo espressivo dell'autore (David Mazzucchelli). Ma avrebbe potuto benissimo essere solo testuale, nel qual caso sarebbe stato assimilabile senza sforzo a romanzi di certa scuola newyorkese. D'altronde, Mazzucchelli non è nuovo al cimentarsi con letteratura "vera", avendo già realizzato un altro romanzo a fumetti (e basta con "graphic novel", dai, torniamo in Italia) su testi di Paul Auster (per l'appunto).
Potrei forse aggiungere quanto, in un mondo dove ormai "fumetto" significa manga dagli occhi spalancati o supereroi con muscolature ipertrofiche e costumi talmente attillati che, diciamolo, in realtà è bodypainting, è una boccata d'aria fresca vedere qualcuno che ha il coraggio di una grafica semplice e sofisticatissima al tempo stesso, pulita, colta, piena di riferimenti al design e all'architettura moderni e modernisti prima ancora che al fumetto. Grafica che è al completo servizio del raccontare: sottolinea situazioni, esprime le emozioni provate dai personaggi, inquadra la nostra percezione di ciò che la storia ci propone, rimarca differenze, crea affinità.
La storia, dal canto suo, è semplice. Molto meno semplice è l'approfondimento psicologico dei personaggi, in particolare del protagonista che, essendo visto in "quasi" soggettiva (perché quasi? Spiacente, non vogio rovinare a nessuno la sorpresa di scoprire l'artificio utilizzato), si scava impietosamente in profondità così come fanno le persone intelligenti e oneste con se stesse. Il quadro che ne emerge suggerisce come certe grandezze e certe piccolezze umane siano due facce della stessa medaglia e come tutto questo possa col tempo fare del male alle persone che amiamo e a noi stessi.
La tecnica del riferimento interno è usata abbondantemente: non esiste un dettaglio insignificante che lo sia per davvero, ogni particolare trova prima o poi una giustificazione, un richiamo. E tutto questo sempre in contrappunto con i giochi grafici di cui ho già parlato. Al riguardo, credo che valga la pena notare il titolo nella figura sopra: sembrano tre diversi stili di lettering sovrapposti. In realtà, le lettere non ci sono e vengono create dalla sovrapposizione/giustapposizione delle forme e al contrasto dei colori. Beh, nel libro c'è un preciso riferimento a questo fenomeno, dove un personaggio ne parla esplicitamente descrivendo, ovviamente, tutt'altro.
Riferimenti colti in adeguata quantità, e quando diventano fastidiosi lo diventano a bella posta, anche questo fastidio è al servizio della storia. Varrà aggiungere che il libro è un bell'oggetto in sé, almeno nell'edizione americana: pregiata carta opaca rilegata in cartoncino telato per metà, sembra un'edizione da collezione degli anni Sessanta. Irrinunciabile? Non credo. Ma decisamente consigliabile.
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